Il Diario di una busta di plastica Diario 24 6 04 Sono sacco e contenitore delle tue speranze, delle tue illusioni; mi apro, riempimi con i tuoi sogni io non ne ho. Sono il passaggio, il transito degli oggetti, delle cose, la busta anonima che raccoglie i dubbi del tuo amore, le perplessita’, le gioie alternate all’ansia. Sono il buio quando mi chiudi e i tuoi pensieri sprofondano nel mio baratro di nylon, e sono giorno quando mi spalanchi per prendere da me tutto il mio interno. Sono vuota. Vuota sempre, e sola mi ripiego nel mio mondo di poliuretano e cellulosa, frutto di questo globo contenitore anch’esso che sta per implodere. Traportami in giro per le strade e raccogli lungo i percorsi, le esperienze, le emozioni, i pensieri, l’oblio che puoi darmi se decidi di non tenermi piu’ con te. Ma io non ho bocca e non parlo, semmai ascolto, muta. Puoi confidarti, tratterro’ all’interno le tue insicurezze per renderti forte, allevviero’ le tue pene; riponile in me nella mia caliginosa cavita’. Non rendermi busta inutile, inservibile, contenitore privo d’anima. E’ vero, sono solo una busta di plastica; inquinante, o reciclabile, ma un sentimento anch’io ce l’ho e sono nata vuota, ma per non esserlo mai. E li’ che potrai riporre ogni cosa, ogni fardello pesante del tuo cammino, gli altri, gli uomini non avranno contenitori per te e sembreranno ascoltarti, invece tutto li attraversera’ senza alleviarti; ma sono solo una busta di plastica. Oggi o domani finiro’ i miei giorni in una discarica, non avro’ portato con me il tuo peso, ma solo i tuoi rifiuti e le tue inutilita’. Hai perso un'altra occasione. Roberta Vasselli Venezia, 24 Giugno 2004